Biosicurezza: sei preparato?

4/16/2018

Che punteggio otterrai nel questionario che segue? Con i nuovi casi di peste suina africana nell’Europa dell’est e centrale, ti sfidiamo per vedere se stai mettendo in pratica tutte le misure di biosicurezza che dovresti, o se., invece, imparerai qualcosa di nuovo su come proteggere il tuo allevamento e l’industria in toto. VERO o FALSO ?


La biosicurezza è noiosa e statica.
FALSO
La biosicurezza è invece stimolante e dinamica. I nuovi risultati di ricerca e sviluppi tecnologici evolvono costantemente le procedure di biosicurezza. Per esempio, una tecnologia online geo-fencing chiamata ‘Be Seen, Be Safe’ (Essere Visto,Essere Sicuro), verrà applicata al settore suinicolo e avicolo in vari paesi. Fornisce un modo sicuro per analizzare istantaneamente i dati di una visita aziendale così che, la giusta azienda, possa essere immediatamente messa in quarantena. Inoltre, spinge gli agricoltori ad intensificare il monitoraggio del bestiame e i protocolli di biosicurezza, e questo può aiutare a prevenire che un focolaio si trasformi in un potenziale disastro. In Canada,sono stati usati dei batteri bioluminescenti per mostrare come si possono diffondere i patogeni se i protocolli di biosicurezza non vengono applicati correttamente. Ed infine, in Francia, l’aggiunta di ingressi prefabbricati ai capannoni è stata studiata come strategia per incrementare la conformità alla biosicurezza.

La biosicurezza della tua Azienda è costantemente minacciata
VERO
“Sono molte le via attraverso cui i patogeni possono potenzialmente entrare nella tua azienda ogni giorno”, commenta il Direttore Sanitario di PIC per l’Europa,dr Tim Snider. La probabilità che una malattia si sviluppi nella mandria dipende da quanti patogeni riescono ad entrare, la capacità di questi di sopravvivere (che dipende, a sua volta, dal tipo di patogeno e dalle condizioni in cui viene veicolato), come anche il livello di biosicurezza dell’azienda.
Dall’ingresso della PSA in Georgia nel 2007 , il virus si è diffuso attraverso l’Europa Centrale e dell’Est. Oltre a questa ci sono comunque i rischi legati a molte altre patologie del settore, come la dissenteria suina, afta epizootica, sindrome riproduttiva respiratoria del suino( PRRS), peste suina classica, coccidiosi, parvo virus suino e patologie respiratorie come la pleuropolmonite. 

La biosicurezza funziona
VERO, MA A DUE CONDIZIONI.
“Molti studi scientifici hanno dimostrato che seguire delle specifiche procedure di biosicurezza riduce il rischio di trasmissione di patologie come la PRRS, influenza o PED. Tuttavia, queste procedure devono essere trasmesse come uno stile di vita tra tutte le figure coinvolte nei moderni sistemi allevatoriali,” sostiene Snider. Non è stato ancora definito un nuovo standard per l’industria. In più, in tutte le aziende, è necessario l’impegno costante di tutti (proprietari, dirigenti e operatori) a creare una cultura della biosicurezza in grado di influenzare tutti gli aspetti della produzione, dalla progettazione delle strutture e del flusso dei suini, all'ingresso in azienda e le procedure di carico dei camion.

Hai un piano di biosicurezza, ma ci sono ancora delle opportunità di miglioramento
CON ALTA PROBABILITÁ VERO
Diamo un’occhiata da vicino al tuo sistema operativo. Snider suggerisce che per una corretta implementazione dei piani di biosicurezza vanno considerati quattro componenti principali:
Identificazione del rischio: Effettui periodicamente dei controlli sistematici per la ricerca di eventuali vie di accesso di patogeni? Effettui delle verifiche di routine delle procedure per assicurarti che siano applicate correttamente? Hai fatto gli investimenti necessari? Hai pianificato corsi di formazione e aggiornamento per i dipendenti? 
Politica e linee guida: I tuoi dipendenti sono coscienti del fatto che il programma che gli viene richiesto di seguire, così come gli strumenti forniti, hanno una base scientifica? Ti sei assicurato che il programma e gli strumenti siano pratici e di facile comprensione?
Formazione: Stimoli costantemente l'impegno e la responsabilità di tutti i membri della tua organizzazione attraverso formazione e aggiornamenti tempestivi e adeguati? In alcuni sistemi operativi è stato eletto un "campione di biosicurezza" per ogni stabilimento, questa figura è deputata alla divulgazione di informazioni ed al mantenimento di alti livelli di attenzione degli operatori.
Infrastrutture: avete impiegato tutte le attrezzature, strutture ( rimorchi , rampe di carico) e strumenti (filtri per l’aria , sistemi di asciugatura) che possano ridurre al minimo il rischio di patologie?
Senza la giusta applicazione delle tre component precedenti, però, qualsiasi investimenti in infrastrutture è uno spreco di denaro. 

Non avete impostato un’adeguata ridondanza nel vostro piano di biosicurezza.
PROBABILMENTE VERO.
Il successo di un piano di biosicurezza dipende dal fatto che tutti prendano le giuste decisioni in ogni momento. Perciò, la ridondanza è una caratteristica importante del processo per ridurre al minimo i rischi.
Alcuni esempi:
La ‘Flotta dedicata’ degli automezzi (per stato sanitario o per destinazione) è la strategia più efficace per minimizzare i rischi legati al trasporto, ma rimane sempre di fondamentale importanza lavare-disinfettare-asciugare-ispezionare tutti i mezzi, agire sempre considerandoli come vettori di patogeni ( come un automezzo sporco) ed applicare un processo di movimentazione per il carico rispettando i limiti aziendali della ‘zona pulita-zona sporca’.
Un altro esempio di ridondanza del protocollo ‘multi-livello’ è l’ingresso di persone in azienda. Un livello è restringere l’autorizzazione ad entrare solo ai visitatori essenziali che si sono sottoposti ai tempi di fermo sanitario. Ulteriori livelli di sicurezza sono, assicurare che queste persone indossino i calzari nel tragitto dal loro mezzo all’ingresso dell’azienda, avere una panca o una struttura che consenta la rimozione delle calzature fuori dall’area  spogliatoio ed effettuare una doccia completa prima di entrare in stalla .

QUALSIASI SIA IL TUO PUNTEGGIO, RICORDA…
"Un'industria suinicola altamente competitiva, la pressione sociale sul benessere animale e l'uso di antibiotici e la dimensione e l'integrazione degli attuali allevamenti suinicoli, continueranno ad aumentare la necessità di avere suini più sani" afferma Snider. "La prevenzione delle patologia avrà sempre maggiore importanza nella pianificazione strategica dei sistemi di produzione. E, sebbene ci siano conoscenza e nuove tecnologie, la chiave del successo resta l'esecuzione quotidiana del programma: valutazione del rischio, politica e linee guida, formazione e infrastrutture. L’attuazione coerente dipende dalla creazione di una cultura della biosicurezza impostata con un piano logico, leader proattivi, team impegnati e adeguamenti tempestivi ".

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